

In considerazione delle frequenti richieste di chiarimento relative al rilascio di certificati storici di battesimo ai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, pubblichiamo la nota della Conferenza Episcopale Italiana.
Il 24 maggio 2025 è entrata in vigore la Legge n. 74/2025, di conversione del decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36, recante “Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza”, che ha introdotto limiti alla trasmissione automatica della cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis). Secondo quanto stabilito dalla nuova normativa, la cittadinanza italiana è riconosciuta in modo automatico ai discendenti di cittadini italiani fino alla seconda generazione, ossia a coloro che hanno almeno un genitore o un/a nonno/a (ascendente di primo e secondo grado) che possiede, o possedeva al momento della morte, esclusivamente la cittadinanza italiana. Questa norma si applica alle procedure per ottenere il riconoscimento della cittadinanza avviate dopo il 27 marzo 2025.
Come è noto, prima dell’introduzione di queste modifiche non esisteva un limite generazionale per l’acquisto della cittadinanza iure sanguinis. Pertanto, molti cittadini stranieri si rivolgevano alle parrocchie per richiedere certificati di battesimo, relativi ad antenati italiani nati prima dell’istituzione dell’anagrafe civile, al fine di dimostrare l’origine italiana della propria famiglia.
Alla luce della nuova normativa, tali certificati di battesimo non costituiscono più documentazione efficace ai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis e di conseguenza, non potranno più essere utilmente richiesti ai parroci per questa finalità.
Il rilascio di certificati storici di battesimo per altri scopi potrà proseguire come di consueto.
Per eventuali dubbi o richieste di chiarimento, è possibile contattare l’Ufficio Nazionale per i problemi giuridici (giuridico@chiesacattolica.it) della Conferenza Episcopale Italiana.
18 luglio 2025